Quando si parla di Comunità Energetiche Rinnovabili, spesso emergono dubbi e una certa diffidenza. Non sempre è chiaro come funzionino davvero, la burocrazia viene percepita come complessa, il risparmio e i benefici economici sembrano poco comprensibili o addirittura marginali. In alcuni casi, poi, si ha la sensazione che vengano raccontati soltanto i lati positivi, alimentando il timore che dietro ci sia “qualcosa che non torna”.
È comprensibile: si tratta di un modello relativamente nuovo e, senza dati concreti, è difficile fidarsi. Tuttavia, quando una comunità energetica è trasparente, performante e organizzata, questi timori lasciano spazio a risultati reali e misurabili. È il caso della Comunità Energetica Radici Rinnovabili, dove l’esperienza dei partecipanti dimostra che i benefici non sono promesse astratte, ma effetti concreti.
Questo articolo nasce proprio con l’obiettivo di fare chiarezza, affrontando i dubbi più comuni attraverso un caso studio reale: la Comunità Energetica di Bisaccia. Analizzeremo i risultati ottenuti negli ultimi mesi del 2025, supportati da numeri, dati e addirittura i guadagni del Comune e delle famiglie partecipanti, al fine di comprendere meglio come funziona una CER nella pratica e quali sono le prospettive di crescita e impatto per il 2026. Perché, quando i numeri parlano, la diffidenza lascia spazio alla consapevolezza.
Composizione della Comunità Energetica di Radici Rinnovabili di Bisaccia (AV)
Ogni Comunità Energetica Rinnovabile è composta da 3 diversi tipi di partecipanti: i Produttori, gli impianti che generano energia, i Consumatori, i soggetti che utilizzano l’energia prodotta all’interno della Comunità, e i Prosumer, coloro che producono e consumano energia allo stesso tempo, come famiglie o PMI dotate di impianto fotovoltaico.
Nel dettaglio, la CER di Bisaccia è composta da:
- 6 Prosumer, con impianti fotovoltaici NPS per una potenza complessiva di 228,68 kW;
- 2 Produttori, con turbine eoliche NPS per una potenza totale di 199,8 kW;
- 51 Consumatori.

Circa la metà dei Consumatori è rappresentata dal Comune di Bisaccia e da altre strutture comunali che hanno aderito alla Comunità Energetica, contribuendo in modo significativo alla stabilità dei consumi e alla capacità di assorbire l’energia prodotta localmente.
Resoconto dei risultati 2025
Per analizzare le performance della Comunità Energetica di Bisaccia prenderemo in considerazione i dati dal 29 agosto 2025, data ufficiale di avvio della CER. Parliamo quindi di 125 giorni, poco più di quattro mesi di attività.
In questo arco di tempo gli 8 impianti in esercizio (Produttori + Prosumer) hanno generato complessivamente 244,91 MWh di energia. L’energia non autoconsumata immediatamente dai Prosumer è stata immessa all’istante nella Comunità (234,11 MWh) a disposizione dei Consumatori, che, oltre ad utilizzarla, hanno ricevuto incentivi dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici). Approfondiremo questo punto più avanti con numeri reali.
È importante sottolineare un aspetto spesso poco chiaro: non tutta l’energia immessa in una CER riesce a essere effettivamente condivisa. Questo accade perché la produzione e il consumo devono avvenire nello stesso momento. È praticamente impossibile che, nell’esatta ora in cui un impianto produce una certa quantità di energia, ci sia sempre un Consumatore pronto ad assorbirla integralmente.

Ed è proprio qui che emerge in modo netto la qualità progettuale e gestionale della Comunità Energetica di Radici Rinnovabili. Su 234,11 MWh immessi, la CER di Bisaccia è riuscita a condividere e far consumare 205,77 MWh, raggiungendo una percentuale di condivisione dell’87,89%.

Questo dato è straordinario.
Significa che quasi tutta l’energia prodotta e messa a disposizione della Comunità viene effettivamente utilizzata dai partecipanti, riducendo al minimo gli sprechi e massimizzando i benefici economici. Più alta è questa percentuale, maggiori sono infatti gli incentivi riconosciuti dal GSE ai Consumatori e alla Comunità nel suo complesso. Un valore vicino al 90% indica una CER estremamente efficiente, ben dimensionata e con consumi perfettamente allineati alla produzione.
Oltre ai vantaggi economici, i risultati ottenuti dalla Comunità Energetica di Bisaccia hanno un impatto ambientale concreto e misurabile.
- sono stati risparmiati 57.221,96 metri cubi di gas naturale;
- è stata evitata l’emissione di 119,27 tonnellate di CO₂, un beneficio ambientale equivalente all’aver piantato circa 119 alberi.
Numeri che dimostrano come una Comunità Energetica ben strutturata non sia solo uno strumento di risparmio, ma anche un vero e proprio motore di transizione energetica locale.
Previsioni per il 2026
Alla luce degli ottimi risultati ottenuti nei primi mesi di attività, è possibile formulare una previsione attendibile per l’anno appena iniziato. La stima tiene conto sia delle performance registrate nel 2025 sia di un elemento fondamentale: nei mesi primaverili ed estivi la produzione e il consumo di energia aumentano sensibilmente, migliorando ulteriormente le dinamiche di condivisione all’interno della Comunità.
Nel corso del 2026, secondo lo scenario tendenziale, la CER di Bisaccia arriverà a produrre complessivamente 896,68 MWh di energia, un valore destinato comunque a crescere con l’adesione di nuovi soggetti e l’attivazione di nuovi impianti. Togliendo l’energia autoconsumata dai Prosumer (52,80 MWh), quella immessa nella Comunità a disposizione dei Consumatori aderenti equivarrà a 842,88 MWh.
Mantenendo l’eccezionale livello di efficienza già dimostrato nel 2025 (87,89%), la CER di Bisaccia riuscirà a condividere effettivamente 750,17 MWh di energia nel corso del 2026.
I benefici ambientali attesi sono altrettanto rilevanti:
- 436,69 tonnellate di CO₂ evitate, equivalenti alla piantumazione di circa 436 alberi;
- 209.505,61 metri cubi di gas naturale risparmiati.
Queste proiezioni mostrano con chiarezza come una Comunità Energetica ben dimensionata e ben gestita non solo mantenga le promesse iniziali, ma amplifichi i propri benefici nel tempo, generando valore crescente per i partecipanti e per il territorio.
Incentivi e risparmi: confronto tra 2025 e 2026
Arriviamo ora a uno dei temi più discussi quando si parla di Comunità Energetiche Rinnovabili: quanto si guadagna realmente partecipando a una CER?
Partiamo dal caso più semplice, quello di una famiglia che aderisce alla Comunità Energetica come Consumatore. Utilizzando l’energia prodotta e immessa nella Comunità da Produttori e Prosumer, il Consumatore riceve un incentivo economico dal GSE, erogato tramite bonifico semestrale.

Nel 2025, una famiglia consumatrice media della CER di Bisaccia ha percepito un incentivo pari a €50,81 nei soli 4 mesi di attività. Proiettando gli stessi meccanismi sull’intero 2026, l’incentivo annuo stimato sale a €183,75, una cifra paragonabile al valore di circa due bollette elettriche. Il tutto senza modificare in alcun modo le proprie abitudini quotidiane: nessun cambiamento nello stile di vita, nessun cambiamento di fornitura elettrica, ma semplicemente partecipando a una Comunità Energetica ben funzionante.
Un Consumatore particolare della CER di Bisaccia, che però rende la Comunità altamente performante, è proprio il Comune di Bisaccia: nel 2025 ha ricevuto €6.098,64 di incentivi, mentre la previsione per il 2026 è pari a €22.054,91, risorse che possono essere reinvestite a beneficio diretto della collettività.
La figura che beneficia maggiormente della partecipazione a una CER è quella del Prosumer. Il Prosumer utilizza gratuitamente l’energia prodotta dal proprio impianto e, allo stesso tempo, mette a disposizione della Comunità l’energia in eccesso. Per questo motivo riceve sia l’incentivo del GSE, sia i ricavi derivanti dalla vendita dell’energia alla rete elettrica (RiD).
Tornando all’esempio della famiglia, il Prosumer è chi ha installato un impianto fotovoltaico sul tetto della propria abitazione. Nel 2025, un Prosumer medio della CER di Bisaccia ha abbattuto più del 60% dei costi in bolletta, producendo l’energia necessaria ai propri consumi (oltre a vendere il surplus in rete), e ha ricevuto €29,78 di incentivi per l’energia condivisa in CER. Nel 2026, l’incentivo complessivo stimato salirà a €107,70, a cui si aggiungono sempre i risparmi diretti in bolletta e i ricavi dalla vendita dell’energia.
I numeri della Comunità Energetica di Bisaccia dimostrano che, quando una CER è performante e ben bilanciata, i benefici sono reali e misurabili. Partecipare non significa affrontare complessità o burocrazia: a tutto questo pensa Radici Rinnovabili, lasciando ai membri soltanto i vantaggi.
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Un ulteriore elemento distintivo di NPS è la presenza di un team interno costantemente aggiornato sui bandi a fondo perduto, che supporta privati e aziende nell’accesso a incentivi e agevolazioni per investire nelle energie rinnovabili.
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